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Tasso Mutuo Inpdap

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Quando parliamo di mutui, uno dei nostri primi pensieri và sicuramente a enti quali INPDAP e INPS poiché, da sempre, hanno attuato una politica riguardante tassi piuttosto agevolati rispetto alla concorrenza. I tassi, infatti, sono la prima preoccupazione che si ha (o perlomeno che si dovrebbe avere) quando si richiede un prestito o un mutuo poiché essi determinano l’interesse accreditato alla finanziaria e, di conseguenza, l’importo che saremo costretti a restituire al termine dell’arco temporale prefissato.

Di conseguenza, più questi tassi sono bassi, maggiore sarà il risparmio che avremo durante la restituzione del prestito/mutuo. Sfortunatamente, quando si parla dei tassi si parla di un terreno molto minato poiché si è costretti a confrontarsi con una realtà in continuo cambiamento (per chi non l’avesse compreso parlo del mercato finanziario). Per farti un esempio concreto riguardante l’INPDAP, attualmente esistono due tipi di tassi che ci pongono di fronte ad una scelta veramente difficoltosa: il tasso fisso ed il tasso variabile. Prima di continuare, vorrei spiegarti brevemente la differenza tra questi due tassi. In sostanza, il tasso fisso presenta una percentuale che non varierà nel tempo mentre il tasso variabile presenta una percentuale fissa nel primo anno (usualmente molto più bassa di quella a tasso fisso) cui segue una percentuale variabile che segue le tendenze del mercato finanziario.

Ritornando all’INPDAP, la percentuale utilizzata nel momento in cui vi scrivo è pari al 4,15% nel caso di tasso fisso mentre, nel caso di tasso variabile, è pari al 3,75% nel primo anno (queste cifre possono essere facilmente consultate cercando informazioni presso il sito ufficiale dell’INPDAP). Analizzando questi tassi, quindi, si sarebbe portati ad optare per l’offerta a tassi variabili poiché, almeno per il primo anno, ci consente un discreto risparmio. Purtroppo, la scelta non è così semplice (soprattutto nel caso dei mutui che possono durare fino a 30 anni) poiché l’offerta a tasso varabile può essere sia inferiore che superiore a quella a tasso fisso. In sostanza, la situazione classica in cui ci si ritrova scegliendo il tasso variabile è quella di vedere un interesse relativamente basso il primo anno che và in un continuo crescendo fino al termine del prestito. Di conseguenza, quindi, ci si ritrova a pagare più interessi rispetto al primo tipo di tasso poiché, nel giro di pochi anni (sempre continuando l’esempio dell’INPDAP) l’interesse potrebbe diventare del 4,20%. Sfortunatamente, però, non esiste una vera e propria regola su queste tipologie. In sostanza, è come giocare d’azzardo: può andarti bene permettendoti di risparmiare tanti soldi oppure può andarti male portandoti alla rovina (ovviamente in termine metaforico). Di conseguenza, il consiglio che mi sento di darti è di prestare molto attenzione a questo tipo di mercato prima di effettuare una scelta del genere (magari consulta un esperto o cerca consiglio presso gli operatori delle finanziarie/banche/enti) poiché potresti trovarti in situazioni piuttosto sconvenienti. Ad ogni modo, tralasciando la variabilità dei tassi posso comunque assicurarti che quest’ultimi sono molto più controllati se si decide di sfruttare un ente quale l’INPDAP piuttosto che una finanziaria. Di conseguenza, quando prendi in considerazione l’idea di un mutuo, opta sempre per un ente!

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